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IL VANGELO DI DOMENICA
Domenica 2 Agosto 2026
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Parola del Signore.

A cura di Madre Piera Opizzi
“Quando udì della morte violenta di Giovanni Battista, Gesù partì su una barca e si ritirò in disparte a pregare, in un luogo deserto”.
Meditazione di Gesù su un fatto luttuoso, ricerca di senso davanti a Dio. Come Giovanni fu decapitato senza motivo da Erode, così Gesù si sentiva accerchiato e minacciato dal potere costituito, politico e religioso.
Questa riflessione sulla morte violenta di Giovanni Battista è attuale, perché Giovanni fu vittima di un potere dispotico e capriccioso. È attuale perché anche oggi vediamo nel mondo che l’uomo spesso degrada se stesso, la sua libertà, la sua responsabilità a un anello dell’ingranaggio, a una cinghia di trasmissione di un potere dispotico e disumano.
Questo pensiero angoscioso mi ha accompagnato quando ho visitato il campo di concentramento di Auschwitz, il luogo dell’olocausto di milioni di esseri umani. Mi nacque pure l’interrogativo sull’enigma di un uomo che rinuncia alla propria coscienza personale per diventare strumento docile e inerte di un potere violento, un misto di ideologia e di volontà di potenza.
Ma noi che c’entriamo? Che possiamo fare?
Innanzitutto comportiamoci da persone che non vendono il cervello all’ammasso, riflettiamo e preghiamo, come ha fatto Gesù dopo l’assassinio di Giovanni. Preghiamo perché le luci vengono dall’alto. E Dio ci aiuti a fare un uso responsabile della libertà. La coscienza personale è il regno delle nostre scelte possibili.
Eliminiamo l’indifferenza e assumiamo la compassione universale di Gesù per le folle. Compiamo quei gesti di misericordia che sono quotidianamente a nostra portata negli ospedali, nei cronicari, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro…
E diverremo strumenti di Dio capaci di moltiplicare cinque pani e due pesci, con occhi di misericordia, sempre.
(Domenica 2 Agosto. Vangelo di Matteo 14, 13-21)








