Agenda Pastorale del 27 Giugno 2026

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IL VANGELO DI DOMENICA

Domenica 28 Giugno 2026

Mt 10,37-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Parola del Signore.



A cura di Madre Piera Opizzi

Propongo una lettera, vera, scritta da un uomo straziato dal dolore, per commentare il Vangelo di Domenica.

“Ero quasi fuggito in macchina verso la natura selvaggia della Patagonia argentina. Da poco era morta la mia giovane moglie in modo tragico e io non potevo sopportarne la mancanza. Nella vasta prateria della Pampa fermai la macchina alle porte di una cittadina. Attirò la mia attenzione una chiesetta. Vi entrai con il cuore infranto e gli occhi umidi di lacrime. Davanti all’altare maggiore c’era una croce maestosa appesa a due catene. Da tre giorni non parlavo con nessuno, ora volevo parlare con il Crocifisso per raccontargli le mie pene. Ma Cristo non c’era, per terra c’erano i chiodi e la corona di spine, però Lui non c’era.

Mi si avvicinò un vecchietto, un sacerdote con le spalle incurvate dagli anni. Gli chiesi chi avesse tolto il Cristo dalla croce. Mi ripose: “Il Cristo che tu cerchi, amico mio, se n’è andato, è sceso dalla croce per portare sollievo e speranza, lontano da qui, nelle città del mondo dove si soffre e si muore. Cercalo negli ospedali, nelle carceri, nei manicomi, nei ricoveri per anziani. Cercalo e lo troveri in tutti i posti del mondo dove c’è dolore, fame, guerra e malattie.

Sono uscito da quella chiesetta barcollando, scosso da singhiozzi liberatori. Ho preso la strada del ritorno. Non ero più disperato e non vedevo l’ora di riabbracciare i miei figli (Rocco Capezzone)

(Domenica 28 Giugno . Vangelo di Matteo 10, 37-42)

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Pubblicato da Redazione UPR

Staff comunicazioni web dell'Unità Pastorale di Rovato.