Agenda Pastorale del 25 Aprile 2026

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IL VANGELO DI DOMENICA

Domenica 26 Aprile 2026
Quarta Domenica di Pasqua

Gv 10,1-10

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Parola del Signore.



A cura di Madre Piera Opizzi

( Quarta Domenica di Pasqua – 26 Aprile 2026 – Vangelo di Gv 10, 1-10 .

Il rapporto di fede tra Gesù e noi, tra Gesù e la Chiesa comunità di credenti, è un rapporto di bellezza. (Il testo originale greco non dice “buon pastore” ma il “bel pastore”). Per l’evangelista Giovanni bontà e bellezza sono la stessa cosa.
E allora penso a chi concepisce la fede in Gesù come una fatica dal volto triste.
Il Vangelo è buona notizia, è lo splendore del Padre in lineamenti umani, ha lo sguardo di chi legge il canto delle creature, ha la commozione di chi condivide l’avventura umana per suscitare speranza nelle difficoltà e amore nelle relazioni umane.
Il camminare contro corrente, per inventare nuovi stili di vita in una società mondanizzata e avida, è possibile solo se vai al nocciolo della fede: se ti senti amato a dismisura da Dio:
“Io conosco le mie pecore ed esse conoscono me. Io do la vita per le mie pecore”

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Pubblicato da Redazione UPR

Staff comunicazioni web dell'Unità Pastorale di Rovato.