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IL VANGELO DI DOMENICA
Domenica 15 Febbraio 2026
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».
Parola del Signore

A cura di Madre Piera Opizzi
MANGIARE O PREGARE?
Siamo liberi di mangiare? La risposta è: no. Siamo costretti. Dio ci ha fatti in un modo tale che, se non mangiamo, moriamo. Ogni giorno ci mettiamo a tavola tre volte: lo devo fare, per non morire.
Non c’è scampo. Dobbiamo fermarci e sospendere le nostre attività.
La fame ci costringe a fermarci e cercare il cibo. Non possiamo dire: “Non ho tempo per mangiare…”.
Dio avrebbe potuto applicare anche alla preghiera lo stesso rapporto che lega gli uomini al cibo.
Avrebbe potuto crearci in modo tale che, se non ci fermassimo tre volte al giorno per pregare, moriremmo.
Vi immaginate che folle oceaniche di adoratori ci sarebbero?
Le sue lodi risuonerebbero lungo le nostre strade, ovunque. Nei locali pubblici, sugli autobus, nelle scuole. Il mondo sarebbe pieno di gente che prega, le chiese sarebbero tutte strapiene.
I giovani pregherebbero tutti tre volte a giorno, sospendendo qualsiasi altra attività…
Vivremmo in una società super-religiosa…
Ma perché Dio, pur potendolo fare, non ha voluto questo?
Perché Dio non ci ha creati come persone che necessitano della preghiera per sopravvivere?
La risposta ce la offre la liturgia odierna: perché Dio ci ha creati liberi.
Liberi di pregarlo, di cercarlo, di obbedirgli, di amarlo.
L’approfondimento e la radicalizzazione della libertà umana trova nel cuore la sua sede invisibile e nelle relazioni con gli altri il luogo del suo manifestarsi come responsabilità liberante.
(Breve commento al Vangelo di Matteo 5, 17-37. Domenica 15 Febbraio 2026)
UNITA’ PASTORALE DI ROVATO

































